Disinfestazione Processionaria del Pino

Nidi di Processionaria del Pino - Disinfestazione Processionaria del Pino

Nidi di Processionaria del Pino

La Thaumetopoea pityocampa,  è comunemente chiamata Processionaria del Pino, nome che deriva dal tipico muoversi in processione delle larve.

Oltre a creare grave pericolo per l’uomo e gli animali, la processionaria può causare disseccamenti e defogliazioni anche di forte entità a carico degli esemplari ospitanti portando anche alla morte dell’albero. Predilige il Pino Nero ( Pinus Nigra), ma può infestare anche il Pino Silvestre ( Pinus Silvestris), il Pino Marittimo ( Pinus Pinaster) varie specie di cedro e le querce.Gli adulti sono presenti tra la fine di giugno e l’inizio di settembre, con un picco di sfarfallamento nel mese di luglio, a seconda delle condizioni climatiche.

L’aumernto della temperatura osservato negli ultimi decenni nell’area le della processionaria, può aver promosso un ulteriore diffusione dell’insetto, poichè la sua sopravvivenza invernale dipende soprattutto dalla temperatura.

In questi ultimi anni molti alberi di pino della nostra provincia sono stati e sono tutt’ oggi oggetto di attacco da parte della processionaria, subendo defogliazioni affiancate da un indebolimento generale che nel tempo ha portato molte piante irreparabilmente alla morte.

Pericolo per la Salute dell’ Uomo e degli Animali

Processionaria del Pino - TIpico esempio di come si muove in "processione"

Processionaria del Pino – TIpico esempio di come si muove in “processione”

La problematica è più seria di quello che appare perché la  presenza eccessiva dell’insetto insidia anche la salute dell’uomo e degli animali. Il bruco di processionaria presenta sul dorso dei peli urticanti di colore rosso o arancione, con funzione difensiva (vengono liberati se l’insetto viene disturbato), che possono essere causa di danni diretti alle persone e agli animali. Questi peli si diffondono facilmente e dal contatto con essi possono derivare spiacevoli irritazioni cutanee, alle mucose, agli occhi, febbre, ma anche pericolose crisi respiratorie sino a veri e propri attacchi d’asma in soggetti predisposti.

Precauzioni da adottare in caso di Contatto

Da fine autunno all’inizio della primavera non avvicinarsi alle larve o ai nidi ed evitare di sostare sotto le piante infestate, dove possono esserci peli sul terreno o nell’aria. All’inizio della primavera si possono osservare con particolare frequenza le processioni di larve lungo i tronchi o sul terreno; anche in questo caso evitare di avvicinarsi o cercare di raccogliere e uccidere i bruchi con mezzi inadeguati.

In caso di contatto con i peli urticanti occorre mantenere la calma, seguendo alcune elementari regole di pronto soccorso: 1) ricorrere a pomate antistaminiche oppure ad impacchi freddi per alleviare il dolore e diminuire il gonfiore; 2)andare dal medico nel caso il dolore persista oltre le 24 ore; 3)consultare immediatamente un medico nel caso si evidenzino sintomi di shock anafilattico (difficoltà respiratorie nausea e vomito, stato di incoscienza ), oppure se si è colpiti in gola, in bocca, nel naso, negli occhi.

Ciclo Biologico della Processionaria del Pino

Ciclo Biologico Processionaria del Pino

Ciclo Biologico Processionaria del Pino

La processionaria compie una generazione l’anno (cioè un unico ciclo)dove ciò è favorito da condizioni climatiche ottimali (inverni miti), ma in certi casi può diventare di 2-4 anni, dove l’elevata altitudine e i climi più freddi non ne favoriscono lo sviluppo.

Il ciclo biologico della processionaria è un po’ complicato, ma cercheremo di schematizzarlo affinché possa essere utile e indicativo:

INVERNO: la processionaria supera l’inverno come larva di terza e quarta età nel caratteristico nido invernale,piriforme, molto compatto, costruito nelle zone più soleggiate della pianta  per esplicare l’indispensabile funzione di accumulatore di calore. Tale struttura è in grado di assorbire calore durante il giorno e inoltre di trattenere quello prodotto dalle larve, permettendo al suo interno il perdurare di temperature anche sensibilmente superiori a quelle esterne. Durante la stagione invernale le larve escono dal nido per nutrirsi raramente e soltanto nelle giornate più calde e soleggiate.

PRIMAVERA: nel mese di marzo si ha una completa ripresa dell’attività delle larve, che verso sera escono dal nido e si dirigono in fila indiana alla ricerca di cibo. Trovata una parte di chioma provvista di foglie, si disperdono per tornare poi al nido nuovamente in fila, seguendo un filo di seta emesso nell’ andata dalla larva capofila. Verso maggio-giugno le larve che hanno ormai raggiunto l’ultima età, vale a dire il quinto stadio larvale, cessano di nutrirsi e si riuniscono alla base del tronco per cercare un luogo adatto per incrisalidarsi. Il tragitto anche in questo caso è compiuto in fila indiana dando origine alle tipiche “processioni”. Raggiunto il luogo adeguato, le larve si raggruppano e si interrano, raggiungendo profondità maggiori quanto più la temperatura esterna è calda. Successivamente tessono un bozzolo nel quale si  trasformano in crisalide. In questo stato la processionaria subisce una interruzione di sviluppo che generalmente dura da uno a tre mesi (in alcuni casi, può prolungarsi da uno fino a tre anni o più).

ESTATE: nei mesi di luglio-agosto avviene lo sfarfallamento cioè la fuoriuscita degli adulti dal terreno (lo farfallamento diventa più tardivo se l’estate è particolarmente calda). Le farfalle hanno abitudini crepuscolari e notturne e non dispongono di organi atti ad alimentarsi, la loro vita pertanto è molto breve e varia da 1 a 2 giorni. Il maschio è miglior volatore della femmina, la quale comunque può raggiungere piante distanti più chilometri dal punto di farfallamento. Dopo l’accoppiamento la femmina si dirige verso una pianta per deporre leuova sugli aghi di pino. La schiusura si ha tra la fine di agosto e l’inizio di settembre dopo 30-40 giorni dalla deposizione. Le larve hanno abitudini notturne e gregarie. Appena sgusciate iniziano a nutrirsi degli aghi e a formare intorno ad essi una sottile ragnatela di fili sericei  il nido estivo che risulta essere meno compatto e quindi più lasso di quelli invernali ed è facilmente visibile all’estremità dei rami. In questa fase l’insetto è poco individuabile e viene rivelato soprattutto dagli escrementi che rimangono sul nido. Man mano che gli aghi vengono erosi le larve in fila si spostano su altri rami e, divenute più grandi, divorano l’intera foglia.

AUTUNNO: verso ottobre le larve costruiscono i prenidi che si evolveranno successivamente nei compatti nidi invernali.

Interventi di difesa fitosanitaria

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per le patologie delle piante di particolare gravità,  impone precisi provvedimenti. Con il D.M. 17 aprile 1998  (Gazzetta Ufficiale n. 125 del 01-06-1998), sono state definite le “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino – Thaumetopoea pityocampa”.

Regione Piemonte – Lotte obbligatorie – Processionaria del pino Traumatocampa pityocampa

Disinfestazione Processionaria del Pino

Il nostro Team - Cordella Disinfestazioni Torino

Il nostro Team – Cordella Disinfestazioni Torino

La nostra disinfestazione da Processionaria del Pino è completamente ecologica. Le tipologie di intervento variano a seconda del periodo dell’ anno.

Primavera-estate cattura completamente ecologica (no larve diventare adulte -> xke scendono dalle pianta)

PRIMAVERA-ESTATE:

Il nostro intervento completamente ecologico consiste nell’impedire alle larve di scendere dai nidi e di radicarsi nel terreno sottostante catturandone il maggior numero possibile con apposite trappole ed impedendo quindi il proseguimento del loro ciclo biologico.

AUTUNNO:

Interventi meccanici sui vecchi nidi vuoti che contengono peli urticanti, pertanto in aree urbane è consigliabile la loro asportazione con le usuali precauzioni. Intorno alla seconda metà di settembre è il momento di effettuare 1 – 2 trattamenti alla chioma con preparati microbiologici a base di Bacillus thringiensis var.kurstaki (prodotto antilarvale). forniscono ottimi risultati nei confronti delle larve di prima e seconda età.  Si ricorda che Bacillus thuringiensis è del tutto innocuo per l´uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere. Risulta quindi particolarmente interessante per l´impiego in ambiente urbano.

Sono da evitare gli interventi “fai da te” soprattutto se effettuati senza le adeguate protezioni!

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